“«La bulimia puntinica, come quella parentetica, non sono che la carta di tornasole del dilettantismo, della filodrammatica, della ferale doppia tendenza al melodramma lacrimoso o al barbogio intellettualismo che la fruizione falsamente alternativa di Liala e di Gentile lasciarono in eredità al lettore italiano, variamente distribuito nelle sue classi di reddito e di cultura.» (U. Eco e G. B. Argano, “Cippi, segnali e note in calce”, ne L’espresso, novembre 1971)”